L'arte del diritto

Lo Studio Legale Avv. Giuseppe Iannaccone e Associati è un’associazione professionale specializzata nel diritto commerciale e societario, con particolare riferimento al contesto della crisi d’impresa. Nel corso degli anni lo Studio ha sviluppato una profonda specializzazione anche nell’ambito del diritto penale finanziario, societario, tributario e fallimentare, ponendosi come punto di riferimento in Italia per il settore dei “White collar crimes". Nel panorama italiano, lo Studio Legale Avv. Giuseppe Iannaccone e Associati si distingue per la capacità di offrire al cliente un’assistenza legale estesa ad ogni profilo, sia civile che penale, dell’attività di impresa.
 

Premi

Premio Le Fonti 2016 - Giuseppe Iannaccone Avvocato dell’Anno Diritto Penale

Per l’eccellenza che distingue ogni sfaccettatura del suo operato, per la capacità di gestire con maestria non solo processi penali, ma anche fallimentari, societari e fiscali, accreditandosi come un riferimento per il mercato, i clienti ed i colleghi, sia nei confronti dei principali istituti finanziari che per la consulenza alle imprese, assicurando un’assistenza completa in tutte le fasi più delicate dell’attività economica. 

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Focus on

Arte e diritto penale: verso una nuova definizione dei rapporti

Il disegno di legge del Governo n. 2864, già approvato dalla Camera ed ora sottoposto all’esame del Senato, si propone di dare una nuova e più incisiva tutela penale alle opere d’arte e al patrimonio culturale. La riforma in parola, segnatamente, tende a muoversi in più direzioni: innanzitutto, attraverso l’introduzione del nuovo titolo VIII-bis del codice penale, rubricato “Dei delitti contro il patrimonio culturale”, il legislatore intende far assurgere a fattispecie di reato autonome, tra gli altri: il furto, l’appropriazione indebita, la ricettazione, il riciclaggio, l’illecita detenzione o esportazione, il danneggiamento e il deturpamento di beni culturali, nonché la contraffazione di opere d’arte e il possesso ingiustificato di strumenti per il sondaggio del terreno o di apparecchiature per la rilevazione dei metalli. In secondo luogo, il disegno di legge mira ad inasprire il trattamento sanzionatorio di talune fattispecie penali oggi già esistenti, in modo da consentire all’Autorità Giudiziaria l’utilizzo di strumenti investigativi più efficaci, come le intercettazioni telefoniche. Infine, lo scopo della riforma è anche quello di modificare il D.lgs. n. 231/2001, inserendo i delitti contro il patrimonio culturale tra i reati presupposto della responsabilità amministrativa degli enti, che viene ad esistenza ogniqualvolta un reato - per l’appunto presupposto - sia stato commesso da soggetti in posizione apicale o da persone sottoposte alla altrui direzione o vigilanza, nell’interesse o a vantaggio di un ente fornito di personalità giuridica, di una società o di un’associazione anche priva di personalità giuridica. In tali casi, all’ente possono essere applicate sanzioni pecuniarie e/o interdittive. Specie per queste ultime considerazioni, dunque, ci troviamo di fronte ad una possibile rivoluzione copernicana nel rapporto tra l’arte ed il diritto penale: qualora il descritto iter legislativo giungesse a compimento, infatti, tutti gli operatori professionali del settore, che si occupino di opere d’arte e beni culturali in forma societaria, dovrebbero dotarsi di un’adeguata corporate governance interna, ovverosia una struttura normativa in grado di impedire, o quantomeno prevenire, il rischio che al proprio interno vengano commessi reati, le cui conseguenze sanzionatorie potrebbero incidere sulla sopravvivenza dell’ente stesso.

 

News

I criteri orientativi del Procuratore Generale presso la Corte d’appello di Genova in materia di concordato in appello

In data 27 settembre 2017, il Procuratore Generale presso la Corte d’appello di Genova ha trasmesso i criteri orientativi per il concordato in appello previsti dall’art. 599-bis comma 4 c.p.p., inserito dalla Legge 23 giugno 2017 n. 103, ai sensi del quale «il procuratore generale presso la corte di appello, sentiti i magistrati dell’ufficio e i procuratori della Repubblica del distretto, indica i criteri idonei a orientare la valutazione dei magistrati del pubblico ministero nell’udienza, tenuto conto della tipologia dei reati e della complessità dei procedimenti». L'Avv.Caterina Fatta, collaboratore dello Studio Legale Giuseppe Iannaccone e Associati, ha scritto per Giurisprudenza Penale Web il presente articolo.

Per maggiori info visita www.giurisprudenzapenale.com

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