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I criteri orientativi del Procuratore Generale presso la Corte d’appello di Genova in materia di concordato in appello

In data 27 settembre 2017, il Procuratore Generale presso la Corte d’appello di Genova ha trasmesso i criteri orientativi per il concordato in appello previsti dall’art. 599-bis comma 4 c.p.p., inserito dalla Legge 23 giugno 2017 n. 103, ai sensi del quale «il procuratore generale presso la corte di appello, sentiti i magistrati dell’ufficio e i procuratori della Repubblica del distretto, indica i criteri idonei a orientare la valutazione dei magistrati del pubblico ministero nell’udienza, tenuto conto della tipologia dei reati e della complessità dei procedimenti». L'Avv. Caterina Fatta, collaboratore dello Studio Legale Giuseppe Iannaccone e Associati, ha scritto per Giurisprudenza Penale Web il presente articolo.


La consecuzione del fallimento al concordato preventivo di Tommaso Iannaccone

Il secondo comma dell'art.69-bis l.fall. non si limita a sancire espressamente il principio, di elaborazione giurisprudenziale, della consecuzione delle procedure di concordato preventivo e fallimento, applicandosi anche ad ipotesi in cui, in passato, era pacificamente esclusa la retrodatazione del periodo sospetto legale.


Fase preconcordataria e reiterazione della domanda di concordato

Attraverso la pronuncia in commento, la prima Sezione della Corte di Cassazione, in tema di procedura concordataria, ha sancito, da un lato, la perentorietà del termine ex art. 161, co. 6, l.f.; dall’altro lato, la facoltà del debitore di depositare una nuova domanda di concordato, anche in pendenza dell’udienza prefallimentare, purché ciò non si traduca in un abuso dello strumento processuale.


Commento alla sentenza della Corte d’Appello di Milano, n. 1937/2014

Muovendo da una sintetica disamina del noto caso dei contratti derivati stipulati dal Comune di Milano - che ha visto la definitiva assoluzione di quattro note banche di investimento - nel presente contributo ci si sofferma sul principio di diritto enunciato dai Giudici della Corte d’Appello meneghina.