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La consecuzione del fallimento al concordato preventivo di Tommaso Iannaccone

Il secondo comma dell'art.69-bis l.fall. non si limita a sancire espressamente il principio, di elaborazione giurisprudenziale, della consecuzione delle procedure di concordato preventivo e fallimento, applicandosi anche ad ipotesi in cui, in passato, era pacificamente esclusa la retrodatazione del periodo sospetto legale.


Fase preconcordataria e reiterazione della domanda di concordato

Attraverso la pronuncia in commento, la prima Sezione della Corte di Cassazione, in tema di procedura concordataria, ha sancito, da un lato, la perentorietà del termine ex art. 161, co. 6, l.f.; dall’altro lato, la facoltà del debitore di depositare una nuova domanda di concordato, anche in pendenza dell’udienza prefallimentare, purché ciò non si traduca in un abuso dello strumento processuale.


Commento alla sentenza della Corte d’Appello di Milano, n. 1937/2014

Muovendo da una sintetica disamina del noto caso dei contratti derivati stipulati dal Comune di Milano - che ha visto la definitiva assoluzione di quattro note banche di investimento - nel presente contributo ci si sofferma sul principio di diritto enunciato dai Giudici della Corte d’Appello meneghina.


Nota a Cass. Sez. III, n. 15449, 15 aprile 2015

Attraverso la pronuncia in commento, la Suprema Corte ha astrattamente ritenuto applicabile il nuovo art. 131 bis c.p. -  non punibilità per particolare tenuità del fatto - alla commissione dei reati tributari. Nel definire il caso concretamente sottoposto al loro esame, tuttavia, i Giudici di Legittimità, pur ritenendo la nuova esimente suscettibile di applicazione retroattiva, hanno altresì chiarito che la concreta utilizzabilità dell’art. 131 bis c.p. non si deve fondare su una semplice valutazione di tenuità della condotta; la concessione della causa di non punibilità, piuttosto, deve intendersi subordinata ad un più generico apprezzamento di gravità, da effettuarsi caso per caso.